Teaser Tuesday #7

Buongiorno cari lettori,
finalmente riprendo in mano la famosa rubrica "Teaser Tuesday" e oggi vi riporto un piccolo pezzo del libro che sto leggendo e che sto davvero, davvero amando a tal punto che mi sto trovando a sottolineare una pagina sì ed una no! Di che libro si tratta? Il libro in questione è Dillo tu a mamma' di Pierpaolo Mandetta edito Rizzoli e vorrei davvero tanto, avere l'occasione di prendere il cartaceo e farmelo autografare perché trovo che questo romanzo sia qualcosa di davvero meraviglioso!
Ma adesso bando alle ciance e lascio che sia il libro a parlare di se e ad attirarvi fra le sue pagine!




"Avete preteso soltanto. Avete preteso sempre, senza mai chiedervi cosa cazzo avete mai dato voi."
Papà mi punta con l'indice e avvampa. "Non ti azzardare nemmeno. Noi ti abbiamo cresciuto, ti abbiamo lavato, dato i vestiti e da magiare e abbiamo provveduto a tutto il resto." 
"Avete fatto solo il vostro dovere! Siete voi i genitori, nessuno vi ha chiesto di mettermi al mondo! E sapete cosa vi dico? Io non vi devo niente. Non vi devo la fierezza. Non vi devo chiedere il permesso per essere felice. Non vi devo delle gioie per la vecchiaia, da sbandierare in giro. Non vi devo il mio successo e non vi devo dei nipoti. Me ne sono sempre stato da parte per voi, per proteggervi da voi stessi e dalle vostre fobie patetiche, e mi andava bene perché pensavo: "Ok, poteva andarmi peggio". Può sempre andare peggio." 
"Samuele, non continuare, per favore, basta!" Grida mamma aprendo una mano contro di me. Le luccicano gli occhi dal dispiacere. 
"No, mamma. Mi dici di continuo che non mi faccio sentire, non telefono, non torno a trovarvi, non passo del tempo con voi, e te lo sei chiesto perché? Mi avete fatto diventare quel figlio che scrive, quel figlio a cui piace cenare da solo, quel figlio che sta a Milano, quel figlio che sorride e passa avanti quando lo si presenta agli amici di famiglia. Quel figlio che è un mistero, quel figlio che ogni Natale se ne stava in un angolo della tavola a giocare con il cellulare, perché non aveva niente di cui parlare con voi! Vi aspettavate che io facessi il figlio, ma voi quand'è che avete fatto i genitori? Farlo, dico, farlo! Non soltanto esserlo perché ho i vostri geni e un cognome di cui me ne sbatto. Fare i genitori! Parlarmi. Preoccuparsi. Quando mai mi avete chiesto come sto o perché ogni tanto non sorrido?" 
Mamma è in lacrime, Claudia singhiozza e sto per piangere anche io. Papà si è voltato di nuovo. Ho l'impressione che il mio corpo stia per frantumarsi dal dolore, come un'impalcatura vecchia e incapace di reggere ancora.
"Ho amato, ho fatto sesso, ho mentito, ho taciuto, ho esplorato, ho sbagliato, ho gioito, ho versato lacrime, ho provato vergogna, e voi non avete mai partecipato alla mia vita. Non ne sapevate niente."

Un romanzo, questo, davvero molto vero, palpabile, che ti si attacca al cuore e non va più via ma per ora non vi dico altro, probabilmente - anzi, sicuramente, ne troverete la recensione giovedì e non vedo l'ora!

Non mi resta altro che dirvi di leggerlo e come sempre ci rileggiamo presto!

Alla prossima,

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